VIDEOTERMINALI

Quali sono i riferimenti normativi / cosa prevede la legge.

L’organizzazione del lavoro a videoterminale discende in maniera fondamentale e pressoché esclusiva dal D. lgs 81/08 (dall’articolo 172 all’articolo 179 e all’allegato XXXIV). Il Ministero del lavoro, successivamente all’entrata in vigore del D. lgs. 626/94, aveva già elaborato delle “linee guida d’uso dei videoterminali”. Esse sono contenute nel D.M. 2 ottobre 2000 e sono finalizzate alla prevenzione dei disturbi fisici e mentali che possono essere provocati dall’utilizzo di tali attrezzature.

Quali sono i rischi per la salute del lavoratore?

Lunghi periodi di tempo trascorsi in una posizione obbligata possono causare disturbi al nostro fisico. Allo stesso modo uno sforzo visivo in modalità ravvicinata protratto nel tempo può affaticare la vista.

L’uso protratto del Videoterminale può pertanto provocare:

  • Affaticamento visivo (bruciori, lacrimazione, astenopia, fotofobia, diplopia);
  • Disturbi muscolo-scheletrici (cefalea, cervicobrachialgie, lombalgie);
  • Stanchezza (disturbi di tipo psicologico e psicosomatico).

E’ importante sottolineare che questi disturbi solitamente hanno caratteristiche di temporaneità e sono anche rapidamente destinati a scomparire.

Sono stati presi in considerazione anche i rischi da emissioni radianti, ma tutti gli studi effettuati hanno documentato che i livelli di radiazioni elettromagnetiche presenti nelle vicinanze di un videoterminale sono confrontabili con quelli di un televisore a colori e che l’intensità delle radiazioni ultraviolette ed infrarosse è estremamente bassa e tale da non poter generare alcun disturbo.

Pertanto si esclude che nei posti di lavoro al videoterminale si possano generare effetti negativi sulle gravidanze o sull’apparato visivo a causa di radiazioni provenienti direttamente dal monitor.

E’ necessaria la sorveglianza sanitaria?

La normative attualmente vigente definisce lavoratore addetto all’uso di attrezzature munite di videoterminali il lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminali in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali. Il lavoratore “videoterminalista” così definito deve essere sottoposto a sorveglianza sanitaria preventiva e periodica, a cura del Medico competente aziendale.

La sorveglianza sanitaria è rivolta alla prevenzione dei disagi e dei danni per la vista e per gli occhi, e di quelli legati alla postura ed all’affaticamento fisico e mentale degli addetti a unità video e deve quindi prevedere accertamenti con particolare riferimento:

a) ai rischi per la vista e per gli occhi;

b) ai rischi per l’apparato muscolo-scheletrico.

I lavoratori sono pertanto sottoposti alla sorveglianza sanitaria, così come prevista dall’art. 176 del D.Lgs. n. 81/08.

Schematizzando gli obblighi di sorveglianza sanitaria, gli stessi possono essere cosi riassunti:

  •  prima che l’operatore sia adibito all’uso di VDT;
  • con periodicità almeno quinquennale fino a 50 anni di età;
  • con periodicità almeno biennale dopo il 50° anno di età;
  •  con periodicità almeno biennale ove, in esito alla visita preventiva, l’operatore venga giudicato “idoneo con prescrizioni”;
  • ogni qualvolta il lavoratore sospetti una sopravvenuta alterazione della funzione visiva, confermata dal medico competente.

E’ necessaria la cartellonistica di sicurezza? Di che tipo?

Non è richiesta cartellonistica di sicurezza specifica.

Quali Dispositivi di Protezione Individuale è necessario / opportuno adottare?

Non si rendono necessari particolare Dispositivi di Protezione Individuale, né esistono riferimenti di legge che rendano obbligatorio l’utilizzo dei cosiddetti salvaschermo.

Quale tipo di formazione specifica è necessaria?

L’articolo 177 del D. lgs. 81/08 stabilisce che il datore di lavoro assicuri ai lavoratori una formazione specifica, in particolare per quanto riguarda:

a) le misure applicabili al posto di lavoro, in base all’analisi dello stesso;

b) le modalità di svolgimento dell’attività;

c) la protezione degli occhi e della vista.

Cosa si può fare per migliorare le condizioni di sicurezza?

Il lavoratore deve sedere in posizione il più possibile rilassata, poggiando i piedi per terra, la schiena allo schienale, i gomiti ai braccioli della sedia (se presenti) o gli avambracci al piano di lavoro; le ginocchia devono formare un angolo di circa 90°.

postazione di lavoro corretta

 

Innanzi tutto occorre quindi strutturare le postazioni di lavoro in accordo a quanto indicato nell’allegato XXXIV al D. lgs. 81/08.

Pertanto, onde garantire una postazione di lavoro che possa ridurre al minimo i rischi di insorgenza di disturbi, fastidi o patologie quali quelle sopra riportate, occorre innanzi tutto fornire al lavoratore alcuni strumenti, quali:

una sedia dotata di rotelle autofrenanti, che abbia il sedile regolabile in altezza e lo schienale regolabile in altezza e inclinazione;

un piano di lavoro sufficientemente ampio, tale da consentire di appoggiare i documenti necessari al lavoro e da permettere di posizionare il monitor a 50/70 cm. dagli occhi (dimensioni minime indicative del piano di lavoro   cm. 120 x 70).

planimetria del posto di lavoro

Occorre anche fare si che lo schermo non presenti riflessi; pertanto evitare di posizionare i monitor in modo tale che alle spalle del lavoratore si trovino fonti luminose, sia naturali che artificiali. Allo scopo è utile dotare le finestre di tende del tipo a strisce, onde poter modulare l’intensità luminosa proveniente dall’esterno. Può essere utile un’illuminazione specifica locale del piano di lavoro (es: lampada da tavolo).

A richiesta del lavoratore, onde permettere allo stesso di sedere in posizione ottimale, deve essere fornito un poggiapiedi.

Può rendersi necessario un supporto per documenti.

Lo schermo deve essere orientabile ed inclinabile, avere immagine stabile, esente da sfarfallamento, con brillanza e contrasto regolabili, non deve produrre riflessi e riverberi molesti.

La tastiera deve essere inclinabile, dissociata dallo schermo, priva di riflessi, con tasti facilmente leggibili dalla normale posizione di lavoro.

Infine, l’impiego prolungato dei computer portatili necessita della fornitura di una tastiera e di un mouse o altro dispositivo di puntamento esterni nonché di un idoneo supporto che consenta il corretto posizionamento dello schermo.