ESPOSIZIONE A VIBRAZIONI

Quali sono i riferimenti normativi / cosa prevede la legge.

Il riferimento normativo per l’esecuzione dei rilievi e per il calcolo dell’esposizione alle vibrazioni è il D.Lgs. del 09 Aprile 2008 n.81, Titolo VIII – Capo III e successive modificazioni integrative.

La manifestazione delle vibrazioni si può suddividere in due categorie:

  1. Vibrazioni al sistema corpo intero (WBV) -> durante      l’utilizzo di carrelli elevatori, mezzi di cantiere, trattori, autobus,      furgoni, ecc. o in prossimità di macchine/attrezzature di lavoro il cui      funzionamento causa scuotimento della soletta di appoggio.
  2. Vibrazioni al sistema mano-braccio (HAV) -> durante      l’utilizzo di attrezzature elettriche portatili o in fase di lavorazione      di pezzi che vengono sorretti in appoggio a corpi vibranti.

 

Valori limite di esposizione e valori d’azione

La normative vigente indica i valori qui sotto riportati:

valore d’azione   giornaliero valore limite di   esposizione giornaliero Valore   limite su periodi brevi
vibrazioni trasmesse al sistema   mano-braccio 2,5   m/s2 5 m/s2 20   m/s2
vibrazioni trasmesse al corpo intero 0,5 m/s2 1,0 m/s2 1,5   m/ s2

Nel caso di variabilità del livello di esposizione giornaliero va considerato il livello giornaliero massimo ricorrente.

Quali sono i rischi per la salute del lavoratore?

L’esposizione a vibrazioni mano-braccio generate da utensili portatili e/o da manufatti impugnati e lavorati su macchinario fisso è associata ad un aumentato rischio di insorgenza di lesioni vascolari, neurologiche e muscolo-scheletriche a carico del sistema mano-braccio. L’insieme di tali lesioni è definito Sindrome da Vibrazioni Mano-Braccio.

L’esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero generate  da attività lavorative svolte a bordo di mezzi di trasporto o di movimentazione, quali ruspe, pale meccaniche, trattori, macchine agricole, autobus, carrelli elevatori, camion, imbarcazioni, ecc., espongono il corpo a vibrazioni o impatti, che possono risultare nocivi per i soggetti esposti comportando rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare causando lombalgie e traumi del rachide.

E’ necessaria la sorveglianza sanitaria?

I lavoratori esposti a livelli di vibrazioni superiori ai valori d’azione sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria. La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l’anno o con periodicità diversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione riportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori in funzione della valutazione del rischio.

I lavoratori esposti a vibrazioni sono altresì sottoposti alla sorveglianza sanitaria quando, secondo il medico competente, si ritenga che l’esposizione alle vibrazioni sia tale da rendere possibile l’individuazione di un nesso tra l’esposizione in questione e una malattia identificabile o effetti nocivi per la salute.

E’ necessaria la cartellonistica di sicurezza? Di che tipo?

Laddove venga ravvisata la necessità di adottare dispositivi di protezione, occorre segnalarne l’obbligatorietà per mezzo di apposita cartellonistica.

Quali Dispositivi di Protezione Individuale è necessario / opportuno adottare?

La tutela del lavoratore dai rischi provocati dalle vibrazioni può avvenire tramite dispositivi di protezione. Esistono attualmente in commercio guanti cosiddetti “antivibranti” (da valutare a seconda del tipo di attrezzatura utilizzata) che possono ridurre la trasmissione delle vibrazioni alle mani, sedute “antivibranti” (non sempre efficaci) e supporti “antivibranti” (applicabili tra telaio e asse del mezzo) che possono ridurre la trasmissione delle vibrazioni al corpo intero. Le sedute e i supporti, chiaramente, non sono Dispositivi di protezione individuali.

E’ anche possibile applicare maniglie antivibranti all’attrezzatura.

Quale tipo di formazione specifica è necessaria?

La normativa vigente parte dal presupposto che “i lavoratori devono essere formati, informati e addestrati”.

Pertanto occorrerà fornire le necessarie indicazioni in merito alle modalità di esposizione al rischio, ai modi per limitarlo, alla necessità di utilizzare i DPI forniti, al corretto uso degli stessi, al significato della sorveglianza sanitaria.

Nello specifico, la formazione per i lavoratori soggetti al rischio vibrazioni al sistema mano-braccio riguarderà:

  • corrette modalità di prensione e di impugnatura degli utensili;
  • impiego dei guanti durante le operazioni che espongono a vibrazioni;
  • adozione di procedure di lavoro idonee al riscaldamento delle mani prima e durante il turno di lavoro;
  • incremento di rischio di danni da vibrazioni in soggetti fumatori;
  • esercizi e massaggi alle mani da effettuare durante le pause di lavoro.

La formazione per i lavoratori soggetti al rischio vibrazioni al sistema corpo intero riguarderà:

  • Metodi corretti di guida al fine di ridurre le vibrazioni; ad es. necessità di evitare alte velocità in particolare su strade accidentate;
  • Posture di guida e corretta regolazione del sedile;
  • Ulteriori fattori di rischio per disturbi a carico della colonna;
  • Come prevenire il mal di schiena.

Cosa si può fare per migliorare le condizioni di sicurezza?

In un’ottica di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza, e necessariamente qualora i valori d’azione vengano superati, il datore di lavoro dovrà, a seconda dei casi:

per ridurre le vibrazioni al sistema mano braccio:

  • sostituire i macchinari che producono elevati livelli di vibrazioni (intervento prioritario al superamento del valore limite di esposizione giornaliero);
  • adottare cicli di lavoro che consentano di alternare periodi di esposizione a vibrazioni a periodi in cui il lavoratore non sia esposto a vibrazioni;
  • effettuare manutenzione regolare alle attrezzature di lavoro

per ridurre le vibrazioni al sistema corpo intero:

  • pianificare una regolare manutenzione dei macchinari, con particolare riguardo alle sospensioni, ai sedili ed al posto di guida degli automezzi;
  • identificare le condizioni operative o i veicoli che espongono ai più alti livelli di vibrazioni ed organizzare laddove possibile turni di lavoro tra operatori e conducenti idonei a ridurre le esposizioni individuali;
  • pianificare laddove possibile i percorsi di lavoro scegliendo quelli meno accidentati; dove possibile, effettuare lavori di livellamento stradale;
  • pianificare un aggiornamento del parco macchine, privilegiando l’acquisto di macchinari a basso livello di vibrazioni.

In maniera più generale, può essere necessario prendere in considerazione altri metodi di lavoro che richiedono una minore esposizione a vibrazioni meccaniche.