RISCHIO INCENDI

Quali sono i riferimenti normativi / cosa prevede la legge.

Ogni azienda deve innanzi tutto valutare in maniera specifica i rischi di incendio (ancora il concetto di valutazione dei rischi…) e arrivare a classificare la propria attività quale attività a basso, medio o elevato rischio di incendio (riferimento normativo: D.M. 10 marzo 1998).

Questa fase può facilmente essere completata avendo a riferimento i criteri contenuti nel D.M. 10 marzo 1998 e i dettami del D.M. 16 febbraio 1982.

Una volta completato l’iter valutativo, che non è possibile spiegare nel dettaglio in questa sede (né questo è l’obiettivo del presente volume), sarà evidente al titolare dell’attività se occorre avere uscite di emergenza complete di maniglione antipanico (non sempre è obbligatorio), quali e quanti estintori occorre avere (e mantenere efficienti…), se occorre chiedere autorizzazioni ai Vigili del Fuoco (il Certificato di Prevenzione Incendi), che tipo di formazione occorre fornire ai propri dipendenti (si veda in merito il paragrafo dedicato alla formazione)… 

Quali sono i rischi per la salute del lavoratore?

Possiamo considerare che per il lavoratore il rischio è uno solo (quello di restare esposto ad una situazione di emergenza incendio, con possibili conseguenze di ustioni, esposizione a fumi, vapori tossici…).

E’ anche giusto considerare che allo stesso rischio si può essere esposti “solo” perché impegnati nel lavoro in una azienda nella quale si è verificato un incendio, o perché in quell’azienda si ricopre il ruolo di addetto al primo intervento di spegnimento.

E’ necessaria la sorveglianza sanitaria?

In relazione a questo tipo di rischio non è prevista sorveglianza sanitaria.

E’ necessaria la cartellonistica di sicurezza? Di che tipo?

Alcuni cartelli devono obbligatoriamente essere presenti; si pensi ai cartelli (rossi) che identificano gli estintori, gli idranti, le manichette antincendio e ai cartelli (verdi) che identificano le Uscite di sicurezza.

E’ poi possibile avere la necessità di identificare zone a rischio di incendio, serbatoi di combustibile, zone con divieto di fumare, ecc.

estintoreidranteuscita antincendiovietato fumare

 

Quali Dispositivi di Protezione Individuale è necessario / opportuno adottare?

Parlando di incendi, il discorso dei DPI è un po’ limitativo. Vediamo di chiarire questa affermazione.

Può essere opportuno fornire Dispositivi di Protezione Individuale alla squadra di emergenza che interviene su un principio di incendio (guanti a tenuta termica, autorespiratori, ecc); non sono necessari DPI durante la normale attività lavorativa (salvo che questa venga svolta in condizioni di esposizione a luoghi particolarmente caldi o ad elevate probabilità che si manifesti una situazione di pericolo di incendio).

La protezione dei lavoratori si realizza però attraverso la predisposizione di procedure da seguire in caso di emergenza incendio e di conseguente evacuazione in emergenza dei luoghi di lavoro (il cosiddetto Piano di Emergenza), attraverso la formazione dei lavoratori in merito a corrette procedure di lavoro e di prevenzione, attraverso simulazioni di situazioni di emergenza, ecc.

Quale tipo di formazione specifica è necessaria?

Anche su questo punto è opportuno distinguere due tipi di formazione:

  • Formazione generale

Come detto al paragrafo precedente, tutti i lavoratori devono conoscere e sapere applicare (attenzione! In questa espressione si evidenzia che il lavoratore ha il “dovere di ricordare” ciò che gli è stato spiegato…) le procedure interne di gestione dell’emergenza.

  • Formazione specifica

Gli addetti alle misure di prevenzione incendi e gestione dell’emergenza, nominati ai sensi di quanto disposto dagli artt. 18, comma 1 lett b), 37 comma 9 e 46 del D. lgs. 81/08, dovranno ricevere la specifica formazione prevista dal D.M. 10 marzo 1998, diversa a seconda della classificazione dell’attività.

Cosa si può fare per migliorare le condizioni di sicurezza?

Ogni azienda deve prendere in considerazione la necessità/opportunità di adempiere a quanto di seguito descritto:

  • Dotare l’attività di un numero adeguato di estintori;
  • Nominare la squadra di lotta antincendio e gestione dell’emergenza;
  • Formare in maniera specifica i lavoratori che  compongono la squadra di cui sopra;
  • Verificare sistematicamente e periodicamente, avendo a riferimento eventuali tempistiche dettate da disposizioni legislative, impianti e attrezzature (impianto elettrico, impianto di allarme, impianto di rilevazione fumi, estintori, idranti, manichette antincendio, interruttori salvavita…);
  • Segnalare adeguatamente i percorsi di fuga e le uscite di emergenza;
  • Rendere visibili in situazioni di pericolo,  mediante apposita illuminazione di emergenza, i percorsi di fuga e le uscite di sicurezza;
  • Evidenziare mediante apposita cartellonistica norme comportamentali e divieti (ad esempio il divieto di fumare, il divieto di accesso a zone pericolose o a quadri elettrici…);
  • Evidenziare mediante apposita cartellonistica le attrezzature e i dispositivi di lotta antincendio (estintori, manichette,  valvole di intercettazione dei combustibili, interruttori di sgancio elettrico…);
  • Predisporre procedure di gestione dell’emergenza;
  • Informare tutto il personale in merito alle  procedure di cui al punto precedente.