MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI

Quali sono i riferimenti normativi / cosa prevede la legge.

L’attività di movimentazione manuale dei carichi costituisce da sempre una fonte di rischio per la salute dei lavoratori, ma solo con l’entrata in vigore del D. lgs. 626/94 il legislatore ha affrontato in modo sostanziale gli aspetti di prevenzione in materia.

Costituiscono pertanto il principale riferimento in materia gli articoli 167, 168, 169 del D. lgs. 81/08, nonché le indicazioni contenute nell’allegato XXXIII al Decreto stesso.

In particolare viene fatto obbligo al Datore di lavoro di adottare le misure organizzative necessarie a ridurre il rischio, di valutare le condizioni di sicurezza e salute e di sottoporre alla sorveglianza sanitaria gli addetti alle attività di movimentazione, laddove l’art. 167 del D. lgs. 81/08 indica per tali tutte le “le operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico, che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari”.

Quali sono i rischi per la salute del lavoratore?

Il D. lgs. 81/08 fa riferimento principalmente alle lesioni dorso lombari, citate con questa espressione in più punti della norma.

Nei paesi occidentali le assenze dei lavoratori per questa causa sono infatti da 20 a 30 giorni/anno per 100 lavoratori; inoltre la patologia del rachide, indipendentemente da cause predisponenti, occupa il primo posto tra le cause di non idoneità al lavoro manuale.

Non vanno però escluse altre potenziali situazioni di danno per la salute, quali la discopatia artrosica (caratterizzata da deterioramento dei dischi intervertebrali), l’artrosi dorsale (malattia degenerativa delle placche cartilaginee che delimitano inferiormente e superiormente i corpi vertebrali), il varicocele ed anche quel tipo di ernia inguinale che una volta veniva chiamata “ernia da sforzo”.

E’ necessaria la sorveglianza sanitaria?

Definire con precisione in questa sede se è necessaria o meno l’attività di sorveglianza sanitaria non è possibile.

Infatti non bisogna considerare fonte di rischio per la salute del lavoratore (si veda a questo proposito la definizione di rischio nel glossario) ogni attività di movimentazione.

L’allegato XXXIII al D. lgs. 81/08 indica che un carico può costituire un rischio quando è troppo pesante, ma viene tolto il riferimento (presente nel D. lgs. 626/94) alla soglia di 30 kg.; tale modifica può legittimamente essere letta con la volontà di non escludere che la movimentazione di carichi di entità inferiore ai 30 kg. possa essere fonte di rischio. Occorre quindi considerare anche quale è la frequenza di movimentazione nell’arco della giornata lavorativa-tipo, se occorre effettuare movimenti di torsione del tronco, eventuali carenze di spazio, la necessità di piegarsi per raccogliere il carico, se il carico è stabile, ecc.

Ovvero, traducendo quanto detto, occorre valutare il rischio. A seguito della valutazione potrà meglio essere definita la necessità di fare ricorso alla sorveglianza sanitaria, la cui obbligatorietà, come si è cercato di spiegare, non sempre è evidente.

E’ necessaria la cartellonistica di sicurezza? Di che tipo?

Non è richiesta cartellonistica di sicurezza specifica.

Quali Dispositivi di Protezione Individuale è necessario / opportuno adottare?

Spesso, non tanto per fare fronte al rischio di malattia professionale, quanto per evitare possibili infortuni, è necessario adottare l’uso di calzature antinfortunistiche.

Quale tipo di formazione specifica è necessaria?

L’articolo 169 del D. lgs. 81/08 stabilisce che il datore di lavoro fornisca ai lavoratori informazioni, in particolare per quanto riguarda il peso e le altre caratteristiche del carico movimentato; il datore di lavoro dovrà altresì assicurare ai lavoratori la formazione adeguata in relazione ai rischi lavorativi e le modalità di corretta esecuzione delle attività.

Lo stesso articolo prevede infine che il datore di lavoro fornisca ai lavoratori l’addestramento adeguato in merito alle corrette manovre e procedure da adottare nella movimentazione manuale dei carichi.

come sollevare

Cosa si può fare per migliorare le condizioni di sicurezza?

Ovviamente il modo più semplice per migliorare le condizioni di salubrità è quello di fare ricorso ad attrezzature meccaniche. Laddove ciò non risulti possibile, possono essere adottate misure organizzative (turnazione, cambiamento di mansioni anche nell’arco della giornata, ecc.) idonee a ridurre il rischio. Ovviamente diventa significativa l’attività di sorveglianza sanitaria, che consente di diagnosticare preventivamente situazioni di rischio a carico del singolo lavoratore e di monitorare nel tempo l’insorgenza di eventuali patologie e/o disturbi.

E’ inoltre utile eliminare possibili cause di disagio durante le operazioni di movimentazione (pavimenti scivolosi, zone in ombra, ecc.).