ESPOSIZIONE AGENTI CANCEROGENI

Quali sono i riferimenti normativi / cosa prevede la legge.

Il riferimento normativo di riferimento è il D.Lgs. del 09 Aprile 2008 n.81 Capo II e successive modifiche integrative.

Quali sono i rischi per la salute del lavoratore?

Un agente cancerogeno è una sostanza, un preparato o un processo che è capace di provocare l’insorgenza del cancro.

Di seguito i simboli che si trovano sulle etichette dei preparati contenenti sostanze cancerogene:

canceroceno

R45: può provocare il cancro

R 46: può provocare alterazioni genetiche ereditarie

R 49: può provocare il cancro per inalazione

In alcuni casi il lavoratore è esposto ad agenti cancerogeni non classificati, in quanto non si tratta di materie prime o componenti in uso, bensì di prodotti delle lavorazioni eseguite. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) giudica cancerogeni o possibili cancerogeni, ad esempio, la silice libera cristallina e la polvere di legno, o circostanze di esposizione come i lavori di saldatura, di verniciatura o la fabbricazione di mobili.

Anche nella “Tabella delle malattie professionali”, cui fa riferimento l’INAIL per l’eventuale indennizzo, sono citate alcune neoplasie, per le quali è ammessa l’origine professionale, quali per esempio le neoplasie da cromo, da idrocarburi policiclici aromatici (IPA, la cui presenza è possibile in presenza di combustione di combustibili fossili, di legname, e di prodotti organici in generale, quali i rifiuti urbani. Gli IPA sono presenti in elevate quantità in asfalti, bitumi e carbone), da ammine aromatiche (utilizzate nell’industria del colore, gomma, plastica, farmaceutica), da catrame, da fuliggine, da pece, da radiazioni ionizzanti, da polvere di legno e polvere di cuoio.

Valori limite di esposizione e valori d’azione

Se non altrimenti specificato, il limite della concentrazione media, ponderata in funzione del tempo, di un agente cancerogeno o mutageno nell’aria, rilevabile entro la zona di respirazione di un lavoratore, in relazione ad un periodo di riferimento determinato stabilito nell’Allegato XLIII.

E’ necessaria la sorveglianza sanitaria?

I lavoratori per i quali la valutazione ha evidenziato un rischio per la salute sono sottoposti a sorveglianza sanitaria.

I lavoratori soggetti alla sorveglianza sanitaria sono iscritti in un registro nel quale è riportata, per ciascuno di essi, l’attività svolta, l’agente cancerogeno o mutageno utilizzato e, ove noto, il valore dell’esposizione a tale agente. Detto registro è istituito ed aggiornato dal datore di lavoro che ne cura la tenuta per il tramite del medico competente. Il responsabile del servizio di prevenzione ed i rappresentanti per la sicurezza hanno accesso a detto registro.

E’ necessaria la cartellonistica di sicurezza? Di che tipo?

Laddove venga ravvisata la necessità di adottare dispositivi di protezione, occorre segnalarne l’obbligatorietà per mezzo di apposita cartellonistica.

Le aree in cui avvengono le lavorazioni devono essere isolate e provviste di adeguati segnali di avvertimento e di sicurezza, compresi i segnali “vietato fumare”, ed accessibili soltanto ai lavoratori che debbono recarvisi per motivi connessi con la loro mansione o con la loro funzione.

vietato fumare

Quali Dispositivi di Protezione Individuale è necessario / opportuno adottare?

A seconda di quella che viene rilevata come via di contaminazione (inalazione, contatto, esposizione a fumi, ecc.) il lavoratore deve utilizzare indumenti protettivi in grado di proteggere la pelle o indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

tuta protettivamaschera protettivaocchiali protettivi

 

Quale tipo di formazione specifica è necessaria?

La normativa vigente parte dal presupposto che “i lavoratori devono essere formati, informati e addestrati”.

Questo assunto implica tanto che il lavoratore ha il dovere di utilizzare con profitto le informazioni e la formazione ad esso impartite, quanto, prima di tutto, che il datore di lavoro deve fornire tutti gli strumenti necessari allo svolgimento della mansione.

La formazione dovrà trattare:

gli agenti cancerogeni o mutageni presenti nei cicli lavorativi e i relativi rischi per la salute;

le precauzioni da prendere per evitare l’esposizione;

le misure igieniche da osservare;

i dispositivi di protezione da utilizzare e il loro corretto impiego;

le procedure di lavoro da seguire sia in fase di lavoro che di fronte ad eventuali incidenti od emergenze.

Il medico competente inoltre dovrà informare i lavoratori in merito alla sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e in maniera puntuale sull’opportunità di sottoporsi ad agenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa a rischio.

Cosa si può fare per migliorare le condizioni di sicurezza?

Il Datore di Lavoro ha “l’obbligo di progettare, di programmare e sorvegliare le lavorazioni in modo tale da evitare l’emissione di agenti cancerogeni nell’ambiente di lavoro; solo quando ciò non fosse “tecnicamente possibile” si deve provvedere a far sì che l’esposizione dei lavoratori sia ridotta al più basso valore “tecnicamente possibile”, tramite impianti di aspirazione localizzata il più vicino possibile al punto di emissione e comunque dotare l’ambiente di lavoro di un adeguato sistema di ventilazione generale”.

Inoltre il datore di lavoro ha il dovere di:

  • Ricorrere ad un utilizzo di quantitativi il più  possibile limitati;
  • Limitare quindi anche le quantità in deposito;
  • Ridurre il numero dei lavoratori esposti, anche isolando le lavorazioni (ad esempio le aree in cui avvengono le saldature);
  • Permettere l’accesso alle aree a rischio soltanto ai lavoratori che debbono recarvisi per motivi connessi con la loro mansione o con la loro funzione
  • Provvedere a regolare e sistematica pulitura dei locali, delle attrezzature e degli impianti;
  • individuare le esposizioni anomale causate da un evento non prevedibile o da un incidente, e stabilire quindi le procedure per i casi di emergenza (i lavoratori devono essere in condizione di potere abbandonare immediatamente l’area interessata);
  • Adottare indumenti protettivi e di dispositivi di protezione individuale e obbligare al loro utilizzo;
  • Effettuare la raccolta e l’immagazzinamento, ai fini dello smaltimento degli scarti e dei residui delle lavorazioni contenenti agenti cancerogeni, in condizioni di sicurezza, in particolare utilizzando contenitori ermetici etichettati in modo chiaro, netto, visibile.

Successivamente è utile provvedere a verificare l’efficacia delle misure intraprese, anche effettuando la misurazione degli agenti cancerogeni e mutageni.

Misure tecniche

Il datore di lavoro:

a) assicura che i lavoratori dispongano di servizi igienici appropriati ed adeguati;

b) dispone che i lavoratori abbiano in dotazione idonei indumenti protettivi da riporre in posti separati dagli abiti civili;

c) provvede affinché i dispositivi di protezione individuale siano custoditi in luoghi determinati, controllati e puliti dopo ogni utilizzazione, provvedendo altresì a far riparare o sostituire quelli difettosi o deteriorati, prima di ogni nuova utilizzazione.